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La digitalizzazione ha realmente aiutato il settore della ristorazione?

Le precauzioni da mettere in atto per il distanziamento sociale hanno aggravato ulteriormente la crisi economica già in atto.

Molte sono state infatti, le attività a dover abbassare per sempre le loro saracinesche, tra cui moltissime legate alla ristorazione.

Si stima che bar e ristoranti, secondo alcune ricerche, da qui alla fine dell’anno potrebbero registrare circa 8 miliardi di fatturato in meno.

Tutti, però, dovrebbero sapere che da una crisi nasce il cambiamento. Non è detto che sia sempre spontaneo e porti solo miglioramenti, ma di sicuro una volta usciti da un periodo tormentato non ci si ritrova mai alla medesima situazione di partenza.

“L’unica costante è il cambiamento” diceva Buddha.


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Ragion per cui anche ristoranti, bar, pub e locali in tutte le parti del mondo, ma sopratutto d’Italia, hanno dovuto rinnovarsi introducendo servizi che prima non erano previsti. Per poterne disporre e rispondere perciò ai nuovi bisogni, è arrivata in soccorso dei ristoratori la digitalizzazione.

Dal termine del lockdown, solo il 60% dei locali di ristorazione ha riaperto e il 90% di essi ha diminuito i coperti; grazie all’inserimento della propria impresa sul web, il 52% ha inserito il delivery, mentre il 71% il take away.


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Le opportunità che dispone il mondo digital sono molteplici, per questo è fondamentale che gran parte dei servizi offerti siano ripensati introducendo l’uso del web.

Grazie a questo potente mezzo, il modo di interagire con il cibo è cambiato già da tempo: negli ultimi anni infatti con l’avvento di social media, di siti e app dedicate, i consumatori possono essere molto più informati sul mondo della ristorazione.

Ad oggi, la comunicazione online non è più un “extra”, ma uno strumento base per valorizzare la propria attività e i propri prodotti.

Ora più che mai, infatti, i ristoranti possono utilizzare nuove tecnologie non solo per migliorare la propria qualità, ma anche e soprattutto, per rivoluzionare completamente l’esperienza del cliente, offrendo avventure culinarie personalizzate e sorprendenti.

A questo punto, gli imprenditori che già avevano a che fare con il tipo di ristorazione 2.0, dovrebbero soltanto rimodulare la loro digital marketing strategy; mentre per coloro che partono da zero, affidarsi al web potrebbe sembrare un cambiamento drastico.

Bisogna capire, però, che i metodi tradizionali per guadagnarsi clienti e per garantire qualità e fedeltà, sono cambiati.


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Analizziamo alcuni dati interessanti.

Nel 2018 il 47% dei ristoranti italiani non aveva ancora affrontato lo ‘’step digitale’’ perdendo quindi i grandi benefici che esso può portare, specialmente in termini di guadagno.

Basti pensare che, secondo la ricerca di mercato sostenuta da Strategy&, solo TripAdvisor e TheFork insieme, nel 2018, hanno contribuito a generare ricavi per i ristoranti pari a 7,2 miliardi di euro nei 6 paesi oggetto dell’analisi. In Italia si parla di 2 miliardi di euro a favore dei ristoranti.

Strategy& ha anche scoperto che TripAdvisor e TheFork hanno generato o supportato più di 60.000 posti di lavoro, sempre nel 2018 nei 6 Paesi sottoposti alla ricerca; in Italia, nello stesso periodo, la cifra si aggira intorno ai 15.500 posti di lavoro.

Si sostiene che “Un buon digital manager può fare la differenza quanto un ottimo chef”. Ed è vero !

Una corretta gestione dei profili social e dei siti web, infatti, può comportare una maggiore visibilità, un aumento della clientela e di conseguenza un profitto maggiore.

In questo periodo, sul mercato, non c’è opportunità migliore.


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Di seguito alcuni consigli per avere successo online, registrando un aumento della redditività e offrendo un servizio innovativo ai propri clienti.

Farsi trovare sulle piattaforme in cui i clienti effettuano le ricerche: con i cambiamenti delle abitudini degli italiani che la pandemia ha portato, oggi più che mai i consumatori si affidando a siti o app per trovare il luogo perfetto dove mangiare.

Incoraggiare i clienti ad effettuare recensioni: la clientela è una protagonista attiva, e ha la possibilità di esprimere opinioni, condividendo la propria esperienza a parole e con foto; il 93% degli italiani si fida delle recensioni lette online a proposito di un ristorante e ciò può influire sulla scelta.

Disporre di un servizio per la prenotazione online, del delivery e take away: il primo per non accumulare un numero elevato di persone dentro il locale, non rispettando così le norme del distanziamento sociale; gli ultimi due perché sono una fonte di guadagno extra dato l’aumento della domanda.

Fornire un menù digitale: scansionabile tramite un QR code e visualizzabile direttamente sul proprio smartphone, riduce i rischi di contagio e dona al locale un’immagine all’avanguardia.

Pagamenti più efficienti: adottando piattaforme di pagamento digitali, oltre ai già noti pagamenti contactless, si può mettere dunque a disposizione dei clienti un modo facile, sicuro e veloce per pagare.

Essere presenti sui social media e interagire con i consumatori: è fondamentale generare contenuti digitali stimolanti e conquistare così nuovi clienti con servizi diversi. Social network, portali specializzati, il web e le app possono essere d’aiuto agli imprenditori della ristorazione per riuscire a diventare parte dello stile di vita dei consumatori.

Tutto ciò si traduce in una fiducia smisurata da parte del cliente verso un ristorante, bar e pub.

Attenzione però: con il passaggio ad una ristorazione 2.0 non si mette in discussione la dimensione esperienziale del pasto, la convivialità e il confronto con lo staff del ristorante.

Lo schermo di fatto agevola il lavoro di chi sta dietro le quinte, migliorando notevolmente la qualità e quantità dei servizi offerti al cliente.

Agli indecisi chiediamo: in un momento così difficile, in cui molte aziende stanno chiudendo, quanto è importante la CONTINUITÀ LAVORATIVA? La digitalizzazione è utile proprio a questo.

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